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Rassegna di pittori italiani

Solo quadri di artisti che utilizzano un linguaggio pittorico chiaro e aderente alla realtà.  Immagini, ma anche conversazioni e saggi su tecnica e interpretazione della pittura e della storia dell'arte.

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L'arte è espressione del pensiero di un artista; egli deve farlo utilizzando un linguaggio pittorico comprensibile.de-marchis-quadri-italiani

Il linguaggio della pittura ha una sua sintassi.

Disegno, prospettiva lineare, teoria delle ombre, proporzioni del corpo umano, prospettiva aerea, percezione visiva non sono argomenti del passato che non si usano più, sono le basi fondamentali della pittura.

Chi non conosce e non applica questi criteri non si può considerare pittore. Oggi con la diffusione delle opere astratte è come se chi dipinge lo fa con una lingua che conosce solo lui. Quindi non crea quadri, ma solo cose incomprensibili.

quadriitaliani.it vuole valorizzare le opere degli italiani che dipingono rispettando le regole della pittura.

In pittura oltre alla forma c'è un contenuto. Il contenuto sarà il più ampio possibile nel rispetto delle idee di tutti. Sarà il singolo osservatore a valutare se un contenuto è interessante o non lo è.

Il linguaggio pittorico è un liguaggio universale, le regole sono state stabilite dalla natura e gli uomini le hanno solo comprese e utilizzate. Il linguaggio pittorico è molto diverso dalle lingue scritte e parlate, queste sono delle convenzioni utilizzate dai membri di una comunità. Le regole delle lingue sono state scritte dagli uomini e non hanno alcun rapporto con la realtà. Nelle lingue scritte e parlate per dire una cosa, esempio "albero", esistono centomila modi differenti. Già nella forma abbiamo il pino, la quercia, l'abete, il salice piangente, il pino marittimo, ecc. Nel linguaggio pittorico il concetto di "albero" è uno solo, comprensibile a tutti. Conosciamo la forma, il colore, le dimensioni. Il linguaggio pittorico è unico, è universale e non ha bisogno di interpreti. L'interprete è utile solo per capire meglio l'evento, per allargare gli orizzonti della conoscenza, per mettere in relazione quell'opera con altre dello stesso pittore o con altre simili del passato.

Quando pronuncio o scrivo la parola "albero", mi capiscono solo coloro che sanno l'italiano. In inglese si dice "tree", in francese "arbre", in spagnolo "arbol" e così via per tutte le lingue del pianeta. Le lingue sono delle convenzioni tra le persone e utilizzabili solo tra quelle persone che conoscono quella lingua. Non esiste nessuna corrispondenza nell'emissione sonora e nella successione delle lettere. E' palese che albero e tree sono completamente diversi. Se applicassimo lo stesso concetto in pittura sarebbe come dipingere un triangolo rosso e una sinusoide nera e sostenere che entrambe le figure significano quello che noi italiani definiamo albero. La pittura non è una convenzione: è una conoscenza della realtà e la sua rappresentazione in forma bidimensionale. Per fare questo si utilizzano delle regole. Queste regole, a differenza delle regole di una lingua, non sono una invenzione degli uomini ma sono presenti nella realtà e noi le abbiamo applicate. Le regole del linguaggio sono una invenzione degli uomini di una ristretta comunità; queste regole non esistono nella realtà. Le regole del linguaggio pittorico sono una scoperta, perché esistono nella realtà, pertanto sono universali. Quando un uomo di una comunità vuole dialogare con un uomo di un'altra comunità è necessaria la presenza di un interprete, cioè una persona che conosca entrambe le convenzioni. La pittura non ha necessità di interpreti. 

 

caravaggio santa caterina alessandria 060Michelangelo Merisi detto il Caravaggio - Santa Caterina d'Alessandria

 

Faccio un altro esempio: l'immagine di una donna accanto ad una ruota rostrata è chiara per molti. Qui per alcuni occorre un interprete perchè non tutti sono in grado di capire che quel quadro rappresenta Santa Caterina d'Alessandria e la ruota è il simbolo del suo martirio. E' comunque certo che tutti capiscono che si tratta di una donna seduta, vestita con abiti del passato, ed è vicino ad una ruota che presenta rostri di ferro. E' chiaro che passare da figura di donna a raffigurazione di Santa Caterina c'è un passaggio dovuto alla cultura del singolo, ma il capire che è una donna accanto ad una ruota è alla portata di tutti. 

L'osservatore di un quadro deve credere in sé stesso. Se il quadro è fatto correttamente egli deve essere in grado di comprenderlo. E' deleterio pensare che bisogna leggere le parole del critico o ascoltare il gallerista per vedere qualcosa di bello in macchie o striscie colorate. Se c'è questa esigenza non è per ignoranza dell'osservatore, ma è l'opera che è assurda ed illeggibile.

Chi osserva i quadri deve capire che è un uomo evoluto, intelligente, e in queste pagine troverà sempre uno stimolo ad usare la sua intelligenza. Può avere dei limiti e può chiedere spiegazioni come nell'esempio della donna accanto ad una ruota, però deve capire che non può credere all'indovino che interpreta le macchie di colore.

Che cos'è il pensiero di un uomo?
Il pensiero è l'elaborazione cerebrale di cognizioni apprese attraverso gli apparati sensoriali. Il pensiero di un uomo si esprime attraverso due principali forme: il linguaggio parlato o la scrittura. Nel caso del pittore l'espressione avviene attraverso i quadri. Come il linguaggio parlato o scritto devono rispondere a regole grammaticali e sintattiche, così il linguaggio di un uomo che vuole esprimersi con un quadro deve rispettare le regole della pittura. La differenza sostanziale è che le lingue sono comprensibili solo da chi conosce le regole della lingua, essendo queste regole delle invenzioni degli uomini. Le immagini di un quadro sono universali perché le regole sono presenti nella natura e l'uomo le ha semplicemente scoperte e applicate.  I quadri astratti, che non rispettano queste regole, non sono nulla. 

 Carlo Govoni

 

 

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Lorenzo Zichichi "La pittura è un linguaggio universale"

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