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Il dipinto di questo mese vuole essere un omaggio ad un grande medico che non tutti conoscono. Nell’acquerello di questo pittore anonimo è rappresentata una corsia del reparto ginecologia del più importante ospedale di Vienna nella prima metà dell’ottocento.

Anonimo Ignaz Semmelweis

Anonimo, "Ospedale di Vienna e Jgnác Semmelweis", acquerello 

 

E’ interessante spiegare questa storia dalle sue origini. Il prof Joann Klein nel 1834 aveva assunto l’incarico di direttore della prima clinica ostetrica di Vienna, e pochi anni dopo aveva creato una seconda clinica diretta dal dott. Bartch con una assistenza medica di livello inferiore e dove a far partorire le donne erano le ostetriche. Il medico a cui dedico questo articolo è di origini ungheresi, si chiama Jgnác Semmelweis (1818-1865), aveva studiato ginecologia nell’ospedale di Vienna e lì si era specializzato nel 1846.  Egli aveva notato che nella prima clinica le donne che presentavano febbri puerperali erano più numerose rispetto a quelle che venivano ospedalizzate nella seconda clinica. Queste febbri erano molto pericolose, in quel periodo non esistevano gli antibiotici e di conseguenza erano responsabili di una elevata mortalità. La differenza tra le donne morte nella prima clinica e quelle decedute nella seconda era notevole: circa di 10 a 1. Cercò di studiare il fenomeno. Notò che nella prima clinica viennese erano sempre i medici a visitare le partorienti e ad aiutarle nel momento del parto. Nella seconda clinica l’assistenza era fornita quasi esclusivamente dalle ostetriche. Osservò che le ostetriche si lavavano diligentemente le mani, pratica del tutto trascurata dai medici della prima clinica.

Nell’anno 1847 Semmelweis diede ordine a tutto il personale medico e non medico della prima clinica di lavarsi le mani con ipoclorito di calcio. La mortalità scese rapidamente (459 decessi nel 1846 contro i 176 decessi dell’anno seguente). Nel 1848 la mortalità fu ancora più bassa e raggiunse solo l’1% delle pazienti ricoverate, percentuale del tutto sovrapponibile a quella della seconda clinica.

L’infezione puerperale veniva diffusa soprattutto perché i medici eseguivano autopsie sulle donne decedute e, non lavandosi le mani, trasmettevano infezioni durante le visite in corsia. Indirettamente Semmelweis aveva accusato i medici di essere responsabili della diffusione di malattie infettive. Il mondo accademico viennese reagì con estrema decisione. Le teorie di Jgnác Semmelweis vennero considerate sbagliate e offensive; venne rapidamente licenziato. Nella clinica si continuò a lavorare con i vecchi metodi e le morti ripresero a salire.

Occorre tener presente che nella prima metà del secolo XIX la contaminazione batterica non era ancora stata dimostrata.

Dopo il licenziamento la vita di Jgnác Semmelweis ebbe un rovinoso declino, egli era convito della sua idea e continuò a sostenerla. Tutto il mondo scientifico di allora si scagliò contro di lui. Venne considerato pazzo e rinchiuso in un manicomio ove morì nel 1865, forse anche in seguito a percosse.

Il dipinto mostra Jgnác in abito scuro in alto a sinistra, accanto a tre giovani medici. Non si tratta di un’opera artisticamente importante, ma è estremamente significativa per comprendere quanto sia grande l’ignoranza umana. Nemmeno di fronte all’evidenza della morte il mondo scientifico del tempo volle piegarsi.

Ricordo che nel 1864 Pasteur dimostrò la contaminazione batterica e pubblicò i suoi studi. Fu proprio questo grande microbiologo francese ad approfondire le teorie del ginecologo ungherese e nel 1879 Louis Pasteur spiegò al mondo scientifico che Semmelweis aveva ragione. 

 

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Diagnosi & Terapia  

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