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Un tema importante è il rapporto tra bambini e animali domestici, molti lo vedono come un fatto oltremodo utile allo sviluppo psichico dei giovani, ma non tutti sono d'accordo. Con questo articolo pubblicato sul n. 6 / 2019 della rivista Diagnosi & Terapia ho preso spunto da un quadro di Gaetano Bellei e da un articolo del 2017 dello psicologo Jeremy per illustrare il problema dell'amicizia tra uomo e animali.

Bellei Gaetano the favourite

 

Una bambina nel suo letto assieme ad una gatta è il soggetto di questo dipinto dell’artista modenese Gaetano Bellei. Il quadro mi suggerisce questa domanda: stare a stretto contatto con animali domestici ha influenze positive o negative sulla salute fisica e mentale di chi vive con loro e in particolare con i bambini?

Per gli animalisti la risposta è scontata. Mi sembra di sentirli: tutti pronti ad elencare un chilometrico elenco di effetti positivi.

In psicologia, come in tutte le scienze umane, è molto difficile conoscere la verità. Un gruppo di psicologi di Santa Monica (California) si è posto la stessa domanda e nell’agosto 2017 ha dato alle stampe un corposo studio sui possibili benefici di cani e gatti domestici sui bambini. Lo psicologo Jeremy e i suoi collaboratori hanno iniziato la loro ricerca nel 2003 e nel lavoro che hanno pubblicato affermano che avere o non avere in casa un animale non ha alcuna influenza sullo sviluppo psicofisico di un bambino.

Nell’articolo hanno scritto:  “non siamo riusciti a trovare evidenze che i bambini cresciuti in famiglie con cani o gatti stessero meglio in termini di salute fisica o benessere mentale”.

Si deve tener presente che gli studi psicologici hanno dei limiti. Innanzitutto le condizioni di vita dei bambini dipendono da moltissime variabili come le condizioni sociali, la genetica, il sesso, gli insegnamenti ricevuti, le variabili legate alla salute, agli affetti famigliari, ecc. Pertanto le diversità sono innumerevoli ed è ben difficile che la presenza di un animale determini effetti importanti. I due gruppi esaminati dall’equipe diretta dal ricercatore americano sono stati i bambini con un animale (2236) e quelli senza animali (2955). Come in molti studi scientifici le conclusioni sono valide per quei bambini californiani, ma non sono estensibili alla popolazione generale.  

Pur essendo molto critico credo che lo studio abbia un merito indiscutibile. Gli articoli dove psicologi sostengono i benefici effetti di un animale domestico nello sviluppo del bambino sono un’infinità. Tutti gli studi vanno in un’unica direzione. Jeremy e i suoi collaboratori hanno scritto il contrario: avere o non avere un animale è irrilevante. L’articolo ha il pregio di aver messo in evidenza un aspetto che gli uomini dimenticano facilmente: noi non conosciamo la verità. Tutte le persone che incontro sono convinte di essere nel giusto, mi raccontano delle loro certezze e delle loro convinzioni su cosa è vero e cos’è falso.

Dove sta la verità? Non lo sappiamo e forse non lo sapremo mai. Questo è il grande limite dell’uomo.

Guardiamo questo quadro di Gaetano Bellei (1857 - 1922). Egli ha colto una situazione molto realistica, forse anche a noi sarà capitato di vedere un’immagine simile. Quello che mi sento di dire è che la gattina accanto alla bimba è molto tranquilla e penso sia anche felice. La bambina spalanca i suoi grandi occhi verso l’osservatore. Sta sorridendo ed anch’essa è felice. Forse è stupita del fatto che i genitori l’abbiano lasciata nel letto con la sua micetta. Forse sta pensando: questa è la mia vera amica, mica è un giocattolo.

Gaetano Bellei è stato uno dei massimi esponenti della pittura di genere italiana, i suoi soggetti preferiti sono gli anziani, i bambini ed anche i gatti. Ci pone davanti agli occhi scene concrete, molto realistiche. L’analisi del quadro, sotto il profilo dell’interpretazione pittorica, è molto semplice. La verità che c’è dietro è molto più complessa.

 

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Questa è la prima regola della prospettiva aerea.

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