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Rassegna di pittori italiani

Solo quadri di artisti che utilizzano un linguaggio pittorico chiaro e aderente alla realtà.  Immagini, ma anche conversazioni e saggi su tecnica e interpretazione della pittura e della storia dell'arte.

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Testi

La nebbia di lago

La nebbia s'addensa sul lago.
Il battello ulula lontano.
Le tue mani di neve che salutano.
Poi ci coglie un clandestino
e silenzioso abbraccio d'attesa.
S'illumina il tuo volto
pieno d'amore e d'ansia.
Ogni Natale ci sottrae leggero
un petalo della nostra vita.

poesia di Franco Esposito - direttore rivista "Microprovincia"

 nebbia di lago franco esposito poeta

In copertina un quadro di Adolfo Colombini 

 

nebbia di lago franco esposito

 

Franco Esposito

E’ nato a Macchia Albanese in provincia di Cosenza. Da parecchi anni vive in Piemonte, sulla riva occidentale del lago Maggiore. Ama il lago e la sua città: Stresa, che ha immortalato in diverse poesie. Sempre  nel nome di Stresa e del Verbano, nel 1976, insieme ad amici letterati, è stato promotore e fondatore del Premio Stresa per la Narrativa. Alcuni anni dopo (1979) ha fondato e diretto la rivista culturale “Microprovincia” che dirige tutt’ora.  Ha scritto interessanti raccolte di poesie:  “Un sogno di carta” (1981) e “Il vento sul muro” (1992).  Nel 1984 ha dato alle stampe il romanzo “Con la faccia al sole”. Nel 1996 ha scritto un libro di poche pagine, ma caratterizzato da una intensità straordianaria: "Il lago dei sogni - Lettera a Clemente Rebora". Ha poi pubblicato altre raccolte di poesie: "Omero cieco" (2002) e "Frontiera di lago" (2007).
Scrive di lui Marco Travaglini "Usando la penna come un timone, il poeta Franco Esposito continua a navigare controcorrente sul Lago Maggiore."

https://medium.com/@crpiemonte/microprovincia-lavamposto-poetico-sul-lago-maggiore-8176fd32e0cc

 

 

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La “Lettera a Clemente Rebora” scritta da Franco Esposito nel 1996 è un piccolo volume di 40 pagine che contiene affermazioni importanti per capire la realtà che ci circonda.

Il lavoro è straordinario. “Può un vivente, come fa qui Esposito, parlare ad un morto? Non corre il rischio che una parte del proprio sé (l’io reale) si rivolga ad un’altra parte (l’io virtuale), scambiandola per un interlocutore amico?  Il rischio c’è e l’autore lo sa. …”   Con queste parole inizia la presentazione del libro scritta da Umberto Muratore.

Il lago dei sogni è una lettera aperta rivolta ad un sacerdote e poeta deceduto quasi quaranta anni prima ed anche indirizzata agli uomini che agiscono osservando il proprio senso morale. Alla base di quest'opera, non poteva mancare, una conoscenza ed una stima profonda tra i due personaggi.

Come mai cito questa “Lettera” in un sito che parla di quadri e di pittura?

Tutto il sito quadriitaliani.it e l'impostazione che ho voluto dare non è certo letteraria, ma pittorica. La pittura è una delle massime espressioni dell’arte perché pittura e disegno manifestano un linguaggio universale; non è così per la poesia e per la letteratura. Parlo quindi di arti molto diverse, ma che hanno qualcosa in comune: il concetto di Arte.

Ho scritto qui e altrove diversi articoli sull’Arte, cioè su quello che ritengo essere il fenomeno più misterioso della storia dell’umanità. Sappiamo che Arte è una parola indefinibile (vedi che cos’è l’Arte), però a questo termine attribuiamo molti contenuti. In particolare Arte è espressione, ma non basta, è espressione ai massimi livelli. E’ un modo di esprimersi che necessariamente deve essere compreso, ed aggiungo, senza bisogno di un interprete. Ovviamente mi riferisco all’arte pittorica. Quando si parla di scrittura e di poesia il discorso è diverso.

 

Leggi tutto: Il lago dei sogni - lettera a Clemente Rebora

Con questo dipinto voglio ricordare la festività del Natale ed anche mettere a fuoco la maternità nella Venezia del XVI° secolo.

Il quadro è opera di Paolo Caliari, meglio conosciuto col soprannome “il Veronese”. Paolo è nato a Verona nel 1528, figlio di uno scalpellino di cognome Gabriele e di Caterina Caliari. La madre era di nobili origini e in una lettera del 1556 indirizzata a lei il pittore si firmò Paolo Caliari. Per questo motivo è stato un precursore di coloro che vogliono che il figlio abbia la possibilità di scegliere il cognome della madre.

La sua formazione artistica è iniziata nelle botteghe dei pittori di Verona, poi si spostò alla corte dei Gonzaga a Mantova e dal 1555 si stabilì a Venezia per rimanervi fino alla morte, avvenuta nel 1588. Venezia è una città importante dove operavano già Giorgione, Tiziano e Tintoretto. Vivere nella città lagunare ha consentito al Veronese di ammirare quadri importanti e ricavare geniali intuizioni da utilizzare nella sua pittura. Il quadro che presento non è una Sacra Famiglia, ma la Madonna con Bambino, San Pietro e una Santa Martire.

 

 

La luce ha un’importanza notevole e l’opera si scompone facilmente in tre parti, le due parti laterali (i Santi) sono leggermente più in ombra, ed nella più luminosa parte centrale si osserva la Madonna con Gesù. Soffermiamoci sul volto della Madonna. Si vede subito che è una donna giovanissima. Quella modella avrà avuto poco più di vent’anni.

Oggi viviamo in un altro periodo storico e queste madri così giovani sembrano scomparse. Le nostre abitudini sono cambiate, le donne si preoccupano del titolo di studio, del posto di lavoro e spesso non si sentono preparate ad affrontare il matrimonio e di conseguenza la maternità.

Leggi tutto: La giovane madre

Il gran grido è una poesia scritta da Don Clemente Rebora in occasione del primo centenario del transito del Beato Antonio Rosmini. 

Una frase che ritengo particolarmente significativa questo rivoluzionario poeta l'ha scritta nel suo "curriculum vitae":
Ferma il mio dire, se non dico il vero.

La ricerca della verità, è questa la vera rivoluzione della vita. L'uomo, o meglio la grande maggioranza degli uomini, ha un solo obiettivo: diventare più ricco degli altri. E' possibile diventare ricchi sfruttando una idea geniale, facendo scoperte o brevettando qualcosa di originale, ma queste strade sono riservate a pochi eletti. Per molti la strada è una sola: imbrogliare il prossimo. Ecco che ricercare la verità, studiare la realtà sono azioni che economicamente non rendono, quindi pochissime persone si dedicano. Clemente Rebora lo ritengo un grande poeta proprio perché si inserisce di pieno diritto tra queste pochissime persone.
Riporto ora una sua poesia dedicata al Beato Antonio Rosmini (1797 - 1855), l'uomo che Rebora ha conosciuto attraverso i suoi numerosi scritti.  

 rosmini antonio Rovereto 1797 Stresa 1855

Leggi tutto: Il gran grido di Clemente Rebora

Riporto due poesie tratte da "Versi vissuti" di Gabriele Maloberti, Gabriele è un pittore che vuole esprimersi anche attraverso la poesia. Questo è un esempio. 

Così che ancora

Pur avendo avuto
quello di lasciarti
quando tratto di cercarti
il coraggio mi vien meno.

Cos' che ancora
lontani l'un dall'altro
senza tregua corre il tempo
e come ciò possa avvenire
senza pace io mi chiedo.

Ma se tratto di cercarti
il coraggio mi vien meno
pur avendo avuto 
quello di lasciarti!

 

maloberti gabriele cartagena de Indias Cartagena 1987Cartagena de Indias - ritratto di Andrea 

Leggi tutto: La poesia come pittura di Gabriele Maloberti

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