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Rassegna di pittori italiani

Solo quadri di artisti che utilizzano un linguaggio pittorico chiaro e aderente alla realtà.  Immagini, ma anche conversazioni e saggi su tecnica e interpretazione della pittura e della storia dell'arte.

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Remo Tamagnini è un pittore reggiano che si è dedicato in prevalenza alla figura, uomini e donne rappresentate sempre nella loro quotidianità. La sua tecnica la definisco post-impressionista.

Remo Tamagnini è nato a Reggio Emilia il 17 maggio 1911 ed è morto nella stessa città il 7 gennaio 1983. La sua attività principale è stata quella di pittore, anche se occasionalmente ha eseguito sculture e incisioni. Ha frequentato l'Istituto d'Arte Gaetano Chierici ed è stato allievo di Ottorino Davoli. Tamagnini è un pittore molto noto nell'ambiente reggiano e molte famiglie possiedono suoi quadri. Nel periodo post-bellico Remo Tamagnini si è ispirato al Chiarismo Lombardo, alcuni suoi quadri hanno analogie con le opere di Felice Casorati (1883 - 1863).

Nel 1935 è chiamato a combattere la guerra d'Eritrea. Ritornato dall'Africa si dedica alla pittura, apre nel 1940 il suo primo studio in via Ferrari Bonini. Durante la seconda guerra mondiale è attivo a Reggio Emilia. Nel 1944 dipinge il ritratto di un ufficiale tedesco.

tamagnini remo ufficiale tedesco 1944 Reggio Emilia maggiore

Il quadro è ad olio su tela ed è firmato in basso a destra "Remo Tamagnini". Molto probabilmente è il ritratto del maggiore Wilhelm Frase, l'ufficiale più alto in grado a Reggio Emilia durante l'occupazione tedesca. Come si vede dalla figura questo ritratto esprimere capacità tecniche non comuni. Si sottoliena il sapiente uso del chiaroscuro, le parti in ombra sono sempre colorate, come avevano insegnato gli impressionisti francesi.

Finita la guerra si trasferisce in via Roma, sempre a Reggio Emilia. Qui mette in mostra i suoi quadri soprattutto attraverso esposzioni collettive con i più noti pittori reggiani della seconda metà del novecento: Carlo Bazzani, Gino Gandini, Giannino Tamagnini e Lanfranco Scorticati.

 

tamagnini remo Autoritratto con parrucca 1978 80 olio su tela cm 79x59 collezione privata Reggio EmiliaRemo Tamagnini - autoritratto con parrucca  1978/1980

 

Negli anni sessanta si traferisce di nuovo e apre uno studio all'ultimo piano di una casa in via Campo Marzio, nel centro storico di Reggio Emilia. Il suo studio si poteva raggiungere solo a piedi. All'interno locali ampi e molto luminosi. L'odore dell'essenza di trementina lo si respirava dappertutto. Erano ambienti nei quali mi ritrovavo, per me il suo studio era caratterizzato da un disordine-ordinato. Nel senso che non c'era un numero sufficiente di mobili, ma tutto era sparso qua e là. Tele accatastate contro diverse pareti. Colori un po' dappertutto. Libri, giornali, fotografie, molti fogli per fare schizzi, alcuni su qualche sedia, altri abbandonati sul pavimento. Era il classico pittore bohémien dove i termini di "frugalità" e "povertà volontaria" erano molto appropriati. Ho frequentato lo studio di questo pittore ed ho avuto la fortuna di conoscere un pittore "autentico" nel senso più antico di questo termine. Remo Tamagnini si poteva incontrarlo per Reggio o nelle strade della provincia a bordo del suo ciclomotore. Ricordo che sul suo mezzo caricava tutto il necessario per dipingere, tela compresa. Questo spiega anche perchè molti suoi quadri sono di dimensioni non superiori al 50x60 cm.

Tamagnini è stato un personaggio ricco di iniziative e nel 1968 creò una scuola serale di nudo. Evento che in una cittadina come Reggio Emilia suscitò curiosità ed interesse. Purtroppo come molte iniziative che non hanno basi finanziarie durò per poco tempo. Quello che amo sottolineare di Tamagnini è che non siamo di fronte al solito pittore del novecento che vede solo il colore. Egli sapeva disegnare. Ha sviluppato la scuola di figura con la presenza di una modella proprio per sviluppare l'importanza del disegno. Oggi restano molti suoi disegni e da questi possiamo capire che quest'uomo sapeva rappresentare efficacemente la realtà. Sapeva usare indifferentemente matita e pennello, condizione molto rara in persone che si sono costruite la loro carriera artistica da soli. Nell'opera qui sotto raffigurata vediamo un nudo di donna di schiena. Remo Tamagnini aveva idee personali sulla composizione del quadro, per una sua convinzione personale il soggetto doveva stare piuttosto in alto. Come si può vedere la donna occupa la metà superiore della tela. Solitamente in tutti i quadri di questo tipo la donna sdraiata occupa il centro o la metà inferiore del quadro. Secondo Remo lasciare spazio al di sopra del soggetto significava dipingere "in modo tradizionale" e per esprimere il suo senso innato di ribellione moltissime sue composizioni lasciano sempre poco spazio nella parte superiore del soggetto.

tamagnini remo nudo schiena collezione privata reggio emilia pittore ritrattistaRemo Tamagnini: "Nudo di schiena" olio su tavola cm 25x37

 

Nel 2011 per ricordare il primo centenario della nascita è stata realizzata a Reggio Emilia una importante retrospettiva dal titolo "Remo Tamagnini. Tempo dell'attesa, pittura dell'assoluto."

Bibliografia: Remo Tamagnini pittore. Catalogo di esposizione a Reggio Emilia nel 1984 a cura di Giuseppe Berti e Giuliano Soliani.

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