quadriitaliani.it

Rassegna di pittori italiani

Solo quadri di artisti che utilizzano un linguaggio pittorico chiaro e aderente alla realtà.  Immagini, ma anche conversazioni e saggi su tecnica e interpretazione della pittura e della storia dell'arte.

Telefono (+39) 3358040811

Seicento

Francesco Solimena è stato un grande disegnatore, architetto e pittore; uno dei più noti esponenti del barocco napoletano.
L'opera che qui presentiamo è poco conosciuta, ma è sicuramente molto interessante per la problematica interpretativa. Il quadro è l'illustrazione del passo 20, 17 del Vangelo secondo Giovanni. Gesù compare a Maria Maddalena.

Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro».

Sappiamo che la versione latina di questo passo è "Noli me tangere" tradotto in un primo tempo come: "non mi toccare", ma da alcuni anni è stata introdotta la traduzione sopra riportata. L'evento è di notevole interesse artistico e religioso ed è stato illustrato da molti pittori, si ricorda in particolare Giotto, Duccio di Buoninsegna e Giovanni Antonio de Sacchis. 

solimena-francesco-noli-me-tangere

Francesco Solimena - "Noli me tangere" - olio su tela cm 64 x 52 - Collezione privata

Leggi tutto: Solimena Francesco

Il passaggio tra seicento e settecento è stato un periodo di rinnovamento nella pittura italiana e Gregorio De Ferrari è stato uno degli interpreti più rappresentativi di questo momento storico. Nel seicento trionfa l’arte barocca e il De Ferrari è tra i massimi esponenti di questo stile.  Il quadro qui raffigurato è una sacra famiglia dove Maria tiene sulle ginocchia il Bambino mentre San Giuseppe lo fa giocare con un grappolo d’uva. La scena si inquadra nell’ambito della pittura di genere. Questa corrente artistica si caratterizza per scene popolari tratte dalla vita di tutti i giorni, dove i protagonisti sono umili persone. Se non fosse per le areole che indicano la santità delle tre figure questa sarebbe una comune scena di vita famigliare della fine del seicento. La componente figurativa si completa con la presenza, in basso a sinistra, di due angeli che portano un piccolo canestro di frutta.

de-ferrari-gregorio-sacra-famiglia

Gregorio De Ferrari - Riposo nella fuga in Egitto - olio su tela - cm 92 x 132 (collezione privata)

Leggi tutto: De Ferrari Gregorio

Giovan Francesco Gessi è stato un pittore della prima metà del sec. XVII; allievo e collaboratore di Guido Reni, e nelle sue opere è evidente l’impronta del grande maestro bolognese.

Giovan Francesco Gessi è bolognese di nascita. Nacque nel 1588 e venne avviato al mestiere di pittore frequentando la bottega di Giovan Battista Cremonini e poi quella di Denys Calvaert. Quando ebbe una discreta formazione pittorica entrò nella bottega di Guido Reni. Una delle sue prime opere menzionate dalla critica è il San Carlo in preghiera fra gli appestati (1612). Negli anni 1614/1618 partecipa assieme ad altri giovani pittori agli affreschi dell’Oratorio di San Rocco a Bologna. In quell’occasione si trovò a dipingere accanto al quasi coetaneo Guercino (1591 - 1666).

Sotto la direzione di Guido Reni partecipò assieme ai pittori Giacomo Sementi e Bartolomeo Marescotti agli affreschi della cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo di Ravenna.

Nel 1617 eseguì assieme a Giacomo Sementi gli affreschi della villa La Favorita di Mantova.

Nel 1620 eseguì il dipinto Redentore benedicente per l’altare maggiore della chiesa di San Salvatore a Bologna.

L’anno successivo si recò a Napoli per dipingere nella cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo. In quest’occasione ci fu una lite col suo maestro Guido Reni. Nel 1624 il Gessi ritornò autonomamente a Napoli, ma non ebbe riconoscimenti e dovette abbandonare il lavoro.

Sulla strada del ritorno si fermò a Perugia dove realizzò due importanti opere: l’Orazione nell’orto e l’Incontro di Gesù con Veronica.

Ti potrebbe interessare:
Cesara Mottironi
Alessio Paciuollo De Marchis

Marcantonio Bassetti è stato un ottimo pittore e disegnatore del seicento, nacque a Verona 1586 e morì in quella città nel 1630. 
Bassetti proviene da una importante famiglia veronese e venne avviato alla professione dal pittore veronese Felice Brusasorci o Brusasorzi (detto Felice Riccio). 
Nel 1605 si trasferì a Venezia ove frequentò le botteghe di Giovanni Gerolamo Savoldo, e Jacopo e Leandro Bassano. Ebbe modo di ammirare le opere di Tintoretto, che riprodusse in numerosi disegni, ora conservati al museo del Louvre.
Nel 1615 andò a vivere a Roma dove lavorò per il cardinale Scipione Borghese, assieme al pittore veronese Alessandro Turchi, anche lui allievo del Brusasorci. Bassetti a Roma ebbe contatti con il pittore veneziano Carlo Saraceni. Il periodo romano è stato molto proficuo perchè potè ammirare i quadri di Michelangelo Merisi (il Caravaggio) e di Orazio Gentileschi. In questi anni dipinse una copia de "l'incredulità di San Tommaso" di Caravaggio che oggi è a Verona nel Museo di Castelvecchio. Negli atti dell'Accademia di San Luca del 4 giugno 1618 è riportato il nome di Marcantonio Bassetti, segno che era riuscito ad entrare nella cerchia dei più importanti pittori romani del tempo (Ottani Cavina)
Il Bassetti nel 1619 rientrò a Verona. Dipinse pale d'altare, tele particolarmente importanti e si dedicò anche a piccole immagini su pietra di paragone, un materiale abbastanza facile da trovare nel veronese.

Un quadro molto importante è "L'Assunta" dipinta per il monastero di Geisenfeld, in Germania.

Prestò assistenza ai malati di peste e nel 1630 morì a causa di questa malattia. L'epidemia di peste uccise a Verona circa 33.000 persone su una popolazione di 54.000.

Bassetti-marcantonio-paradiso

 Il Paradiso. Opera particolarmente complessa di Marcantonio Bassetti.
La raffinatezza di questo pittore la si osserva anche
dalle dimensioni di questo quadro: cm 41 x 62. (collezione privata)

 

Il Paradiso è stato oggetto di particolare studio per l'identificazione dei Santi che sono stati minuziosamente dipinti da questo straordinario artista. Il quadro è notevole. Tre sante in primo piano, da sinistra verso destra si riconoscono Santa Rita da Cascia, Santa Cecilia e Santa Caterina d'Alessandria. Poi tutti i Santi dipinti con magistrale perizia. Una profondità di campo resa magistralmente che porta l'occhio dell'osservatore ad arrivare al centro del quadro, in alto, dove c'è Cristo, il Padre e lo Spirito Santo. Siamo nel seicento e i concetti di Leonardo sulla prospettiva pittorica sono stati perfettamente compresi. Per chi vuole approfondire i soggetti qui raffigurati si rimanda ad uno specifico articolo.  

 

Ti potrebbe interessare anche:

Alessio de Marchis

Francesco Solimena

Pietro Antonio De Pietri è uno dei più attivi pittori italiani degli ultimi anni del seicento, purtroppo oggi è difficile ricostruire la sua produzione artistica. E' stato un pittore attivo a Milano e soprattutto a Roma. Sembra che ricevette anche un incarico per andare a dipingere a Londra, ma rifiutò perchè, essendo cattolico convinto, temeva di trovarsi in difficoltà in una comunità di protestanti.

Pietro Antonio De Pietri (o De Pietris) è nato il 19 febbraio 1663 (o nel 1699) a Cadarese, frazione di Premia, in passato provincia di Novara, ora provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Questo pittore ossolano è morto a Roma nel 1716. E' importante tener presente che il comune di Premia, geograficamente situato in Piemonte, nella seconda metà del seicento apparteneva allo Stato di Milano. 

Dopo una prima formazione avvenuta a Milano, attorno al 1683 il De Pietri si recò a Roma ove incontrò Carlo Maratta (o Maratti). Il grande maestro romano rimase colpito dalla bravura del De Pietri e lo volle nella sua bottega. Il primo incarico che gli venne affidato fu di eseguire disegni degli affreschi di Raffaello nelle "Stanze" vaticane. Subito dopo partecipò assieme ad Andrea Procaccini al restauro di quegli affreschi. Grazie anche all'interessamento di Carlo Maratta (o Maratti) il De Pietri ricevette parecchi incarichi. Nel 1703 il De Pietri entrò a far parte dell'Accademia dei Virtuosi del Pantheon e pochi anni più tardi venne inserito tra gli accademici di San Luca.   
Ebbe l'incarico di dipingere una pala d'altare per la chiesa di San Rocco, frazione di Premia, suo paese natale. La pala è dedicata ai Santi Pietro, Paolo e Giuseppe è andata perduta. E' nota una copia ottocentesca.
Su ordine degli abati cistercensi di Roma eseguì un quadro per i confratelli di Milano che raffigura Sant'Ambrogio che si riconcilia con Teodosio.
Eseguì anche un quadro importante per la chiesa di San Michele di Pavia.

Il De Pietri è stato un pittore e un disegnatore molto attivo e dipinse numerose opere. Purtroppo è difficile ricostruire la sua attività.

Nella sua attività di disegnatore ed incisore sono note parecchie sue opere. Molti suoi disegni vennero realizzati ad inchiostro ed acquerello.

Pittore che si è sempre dedicato alla pittura sacra viene qui ricordato con una madonna con bambino ad olio su tela di pregievole realizzazione.


De-Pietri-Pietro-madonna

 Pietro Antonio De Pietri - Madonna con Bambino dormiente 
olio su tela incollata su tavola - cm 86 x 68  (collezione privata)

 

 

 

Ti potrebbe interessare anche:

- Pietro Benvenuti

 

 

PER ESPORRE ALL'ARCOIRIS GALLERY

Se sei un pittore
e sei interessato
ad esporre a Reggio Emilia
leggi l'articolo e contattaci.
3474454362
3358040811 

Carlo Govoni pittore è su Facebook

facebook-govoni-quadriitaliani

Carlo Govoni pittore
lo trovi anche su
Facebook

https://www.facebook.com/Carlo-Govoni-pittore-273732089434160/

 danzatrice-ventre-govoni

Arte e Salute

Arte e Salute è una rubrica a cura di Carlo Govoni sulla rivista DIAGNOSI E TERAPIA. La rivista è in distribuzione gratuita nelle farmacie. Potrete anche trovarla al sito http://www.det.it/

logoDiagnosiTerapiaP2

Un articolo sulla "fruttiera di persici" di Ambrogio Figino, è presente sul numero 9 del 20 novembre 2016 a pagina 11

Figino Ambrogio fruttiera persici

Sul numero 10 del 20 dicembre è presente un articolo sul quadro "la notte" del Correggio.

Prospettiva aerea

"D'un medesimo colore posto in varie distanze ed eguali altezze, tale sarà la proprorzione del suo rischiaramento quale sarà quella delle distanze che ciascuno di essi colori ha dall'occhio che li vede." Leonardo da Vinci (1452 - 1519)
Questa è la prima regola della prospettiva aerea.

Joomla templates by Joomlashine