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Rassegna di pittori italiani

Solo quadri di artisti che utilizzano un linguaggio pittorico chiaro e aderente alla realtà.  Immagini, ma anche conversazioni e saggi su tecnica e interpretazione della pittura e della storia dell'arte.

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Il quadro che sottopongo all’attenzione di chi legge la sezione "Arte e Salute" è un’opera giovanile di Pablo Picasso (1881 – 1973) e non è certo l’opera che ha decretato il suo successo. Questo quadro dal titolo “Scienza e carità” è esplicativo di quanto avveniva attorno ad una persona gravemente ammalata nei primi anni del XX° secolo. Al centro la paziente, a sinistra, seduto, c’è un medico che valuta il battito cardiaco e a destra una suora che porge una bevanda e tiene in braccio il figlio della donna.

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Il quadro si divide verticalmente in tre parti: la scienza, chi soffre e la carità cristiana. Sulla sinistra si vede una porta socchiusa e il medico, questa è una zona con scarsa luminosità. Anche a destra c’è poca luce, vediamo una finestra scura che controbilancia la porta. Al centro c’è la persona sofferente, ma c’è anche la maggior luminosità costituita dal volto della donna, dal chiarore della camicia da notte e delle lenzuola. Anche la tazza assume una posizione privilegiata perché disegnata al centro geometrico della tela. Questo quadro è stato dipinto con notevole realismo, utilizzando una tecnica molto diversa dai quadri che hanno reso famoso il pittore spagnolo. Quest’opera è espressione di una corrente denominata “realismo sociale”. In effetti il tema è insolito, sappiamo che la sofferenza e la malattia raramente sono state il soggetto di un quadro. Il principale obiettivo del realismo è proprio mettere in cornice la vita di tutti i giorni. Nella quotidianità c’è anche la sofferenza per una malattia grave.

L’opera è anche un documento storico di com’era la medicina cento anni fa. Il medico è un uomo come tanti, non ha con sé alcun strumento. Il letto è molto diverso dagli attuali letti d’ospedale, non ci sono monitor, non ci sono supporti per fleboclisi, non c’è nemmeno il comodino, c’è invece un’immagine sacra all’interno di una cornice barocca. L’azione di tastare il polso era l’unico sistema di monitoraggio conosciuto agli inizi del XX° secolo. I medici di quel periodo non erano sprovveduti, avevano precise conoscenze anatomiche e fisiologiche, ma non avevano strumenti. Dall’altra parte (lato destro del quadro) c’è l’aiuto fisico rappresentato da una bevanda calda e la speranza nella fede. 

Dopo poco più di cento anni gli ospedali e l’assistenza ospedaliera sono notevolmente diversi, ma i due concetti ispiratori di questo quadro sono immutati. Da un lato c’è sempre il medico che cerca una spiegazione scientifica di quello che vede sotto i suoi occhi e poi cerca una soluzione. Oggi come ieri c’è sempre chi spera nella forza risanatrice della natura, una forza che i credenti chiamano “fede”. Anche i sanitari di oggi sono  consapevoli che nonostante abbiano a disposizione presidi tecnologici molto raffinati e abbiano conoscenze scientifiche evolute capire una malattia e trovare il rimedio per correggerla è un problema molto arduo. La forza risanatrice della natura resta sempre la più preziosa alleata di tutti i medici.

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Diagnosi & Terapia
nella rubrica "Arte e Salute" n. 8 del 2017 pag.41

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