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Rassegna di pittori italiani

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Giovanni Quinsa è stato un pittore spagnolo del quale abbiamo poche notizie, sappiamo che ha lavorato a Napoli e si è dedicato alla natura morta.

Col termine natura morta si intende la rappresentazione di soggetti inanimati. I soggetti più frequenti sono i fiori e la frutta. Altri temi ricorrenti sono gli strumenti musicali, animali morti, soprammobili, ecc.

Presentare Giovanni Quinsa è un compito arduo e voglio farlo con un quadro che verosimilmente è tra i primi che ha dipinto. Non escludo che sia stato dipinto prima del suo arrivo in Italia.
La natura morta che è qui riprodotta è una deliziosa immagine di frutta disposta su un tavolo di marmo. Il quadro presenta frutta in primo piano e nello sfondo. Tra gli oggetti che costituiscono il primo piano c’è un cocomero tagliato a metà ed un coltello infilato nella parte polposa. Procedendo verso destra si vede una sua fetta appena tagliata, un cocomero intero e poi un piatto con parecchie ciliege. Il secondo piano è costituito da  una scodella in maiolica colma di pesche e due zucche rugose.

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Giovanni Quinsa - Natura morta con frutta - olio su tela - cm 72 x 94 (collezione privata)

Per comprendere meglio la composizione di un quadro preferisco farlo dopo aver tracciato alcune linee. Ho disegnato le diagonali per trovare il centro geometrico del quadro ed ho pure tracciato la retta orizzontale che divide la metà inferiore da quella superiore. Si vede bene che la pesca isolata non è proprio al centro del quadro. Interessante è il decorso della linea orizzontale che taglia, seppur di poco, le due angurie, infatti una loro piccola porzione si trova nella metà superiore. A destra si osserva una situazione analoga ma inversa: le zucche hanno la loro base appena sotto la linea orizzontale mediana e si sviluppano in massima parte al di sopra.  Questo per dimostrare che il pittore ha realizzato un equilibrio compositivo notevole, ma senza vincoli di simmetria. Quando un pittore di nature morte riempie la scena senza seguire rigidi schematismi lo ritengo un artista che ha raggiunto una libertà espressiva elevata.

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Questo quadro colpisce per l’abbondanza di frutta, in apparenza è dominato dai “pieni”. Se osserviamo bene l’opera vediamo che nella parte superiore e in quella inferiore del quadro ci sono due ampi spazi vuoti perfettamente bilanciati. Vedo in questo un altro elemento che mi fa capire che le capacità compositive di Giovanni Quinsa erano veramente superiori a quelle di pittori suoi contemporanei.

Anche per quanto attiene alla tecnica pittorica è evidente che siamo di fronte ad un artista competente e valuto in modo positivo il suo utilizzo del colore. Voglio soffermarmi sulla presenza di numerosi tocchi di luce ben distribuiti in tutto il dipinto. Per esempio ogni seme, ogni ciliegia e molte parti delle zucche presentano questi riflessi di luce. E’ una tecnica che conferisce freschezza al quadro e ci trasmette l’illusione che i frutti sono ancora bagnati. E’ proprio nel seicento che si è sviluppata una tecnica denominata “lumeggiatura”, dove si voleva dipingere sottolineando solo le parti in luce di un oggetto. Apprezzo molto questi tocchi. 

Definire Giovanni Quinsa è difficile per le scarse notizie e i pochi quadri a lui certamente attribuiti. Ritengo sia da inserirsi tra i grandi pittori del seicento.

Il quadro che ho presentato è stato dipinto attorno al 1640 quando la natura morta non era particolarmente diffusa. Siamo ancora in un periodo storico dove i quadri importanti sono quelli figurativi, soprattutto quelli ispirati alla Bibbia, alle figure dei Santi o ai ritratti dei nobili. La natura morta è stata vista come una pittura di secondo livello. Non è così, A. Tecce nel suo libro “La natura morta in Italia” Electa editore, 1989 sostiene il valore di questa tipologia di pittura e fa precisi riferimenti a questo pittore nel secondo volume nelle pagg. 886-887.

E’ nota una coppia di nature morte simili firmate “Gio. Quinta Spa.g F 1641”. Questo particolare è importante perché  il quadro qui raffigurato ha notevoli analogie con quella copia e quindi rendono sicura l’attribuzione e il periodo in cui è stato dipinto.

Le notizie biografiche su Giovanni Quinsa sono molto scarse, sappiamo che era un pittore di nature morte nato in Spagna ed attivo a Napoli nel quinto decennio del secolo XVII. Secondo l'Opera Omnia di Giovanni Quinsa il suo periodo di attività noto è tra il 1635 e il 1655.

 

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