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Rassegna di pittori italiani

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La prospettiva aerea è una regola fondamentale della rappresentazione pittorica e permette di dare profondità di campo a soggetti privi di linee e senza elementi di dimensioni molto simili (uomini e animali).
Si utilizza esclusivamente nella pittura di paesaggio e nelle scene di mare.
Immaginiamo di trovarci in aperta campagna e avere di fronte terreni, colline, montagne e alberi. Immaginiamo unp spazio privo di case, strade e senza persone o animali. Per complicare di più il paesaggio pensamo a pochi alberi e di specie diverse dove le dimensioni non possono dare indicazioni sulla loro maggiore o minor vicinanaza all'osservatore.

Per capire la prospettiva aerea bisogna pensare a cosa c'è tra noi e gli alberi e le colline di questo ipotetico paesaggio. Tra il nostro occhio e ogni oggetto visibile c'è l'aria. L'aria è stata considerata prima del Rinascimento come un mezzo totalmente trasparente simile al vuoto. E' vero che nelle brevi distanze l'aria non produce alcun effetto. Tutto cambia quando osserviamo ambienti molto ampi come un panorama. L'aria modifica sensibilmente la percezione degli oggetti conferendo, in pieno giorno, una tonalità grigio-azzurra, su tutto ciò che si trova molto lontano. Questo colore tende a diventare un giallo pallido o un rosa pallido in rapporto alle varie ore del giorno.

Il primo uomo a fare studi razionali e trarre considerazioni importanti su questo argomento è stato Leonardo da Vinci. E' riconosciuto come l'uomo che ha scoperto la prospettiva aerea.

Veniamo ora ad elencare i principali punti che regolano questa prospettiva.

1 - L'aria non è incolore e nelle lunghe distanze determina degli effetti sulla percezione del segno e dei colori.

2 - I colori degli oggetti si modificano in rapporto alla loro distanza dall'osservatore. "D'un medesimo colore posto in varie distanze ed eguali altezze, tale sarà la proprorzione del suo rischiaramento quale sarà quella delle distanze che ciascuno di essi colori ha dall'occhio che li vede." (Leonardo da Vinci). Più un oggetto è vicino all'osservatore e più il suo colore è deciso. Se lo stesso oggetto viene allontanato il suo colore diventa inevitabilmente più chiaro. Immaginiamo di vedere dei cespugli di una stessa pianta con foglie di eguale colore. Essendo cespugli le dimensioni non saranno indicative in quanto il più grande può trovarsi in profondità. Il cespuglio vicino all'osservatore avrà le foglie di un colore verde deciso (es. verde smeraldo). Il cespuglio di media distanza avrà lo stesso colore più chiaro, il cespuglio in lontananza avrà un colore molto chiaro.

3 - Il colore di oggetti lontani diventa un colore indistinto tendente alla tonalità dominante del colore del cielo. In pieno sole gli oggetti lontani avranno tendenza ad avere un colore grigio-azzurro. Avranno tendenza ad assumere colori grigio-rosa all'alba e giallo-arancio al tramonto. Nei casi di nebbia o cielo coperto prevarrà il colore grigio. All'orizzonte il colore sarà chiaro e uniforme.

4 - Le ombre proprie e portate degli oggetti nelle giornate con cielo luminoso saranno molto marcate per gli oggetti vicini, saranno poco decise per gli oggetti posti ad una media distanza, saranno poco percettibili negli oggetti lontani.

5 - Il disegno degli oggetti subirà variazioni da preciso a confuso in rapporto alla distanza. Immaginiamo che ci sia un paesaggio con tronchi di alberi posti a distanze diverse. Nell'albero in primo piano si vedrà distintamente il disegno della corteccia, si riconosceranno i giochi d'ombra tra i vari pezzetti di corteccia. Nell'albero in secondo piano il disegno della corteccia apparirà un poco confuso, si riconosceranno bene le parti in luce rispetto a quelle in ombra. Nel tronco d'albero posto molto lontano tutto sarà indefinito. Il suo colore tenderà a fondersi con lo sfondo. Le scaglie della corteccia non esisteranno più, le differenze cromatiche tra parte in luce e parte in ombra saranno minime.
Questo principio che il disegno degli oggetti lontani è confuso è ben espresso in questa frase di Leonardo: "Le cose finite e spedite di debbono far d'appresso e le confuse, cioè di termini confusi, si fingano in parti remote."

6 - Nel paesaggio campestre bisogna tener presente che lo spessore dell'aria umida è maggiore rispetto all'aria secca, pertanto ci saranno maggiori modificazioni cromatiche vicino al suolo.  Leonardo sosteneva che lo spessore dell'aria per gli oggetti vicino al suolo fosse maggiore rispetto all'aria che c'era tra osservatore e le cime dei monti. L'aria spesso contiene acqua, soprattutto nelle campagne abbiamo la presenza di evaporazioni o vere e proprie nebbie.  L'aria umida riduce la luminosità dei raggi solari, questo effetto è minimo per l'aria secca.

7 - Quando si osservano di oggetti molto lontani si percepiscono strani riflessi luminosi. Questi riflessi sono facilmente visibili nelle onde del mare in prossimità dell'orizzonte. A volte strani riflessi luminosi li vediamo negli alberi molto lontani. Oggi li possiamo vedere sull'asfalto delle strade. Leonardo in proposito ha scritto: "Le varie e molte diversificazioni delli risultanti razzi reflessi varieranno la originale di tanti vari colori quanto sien vari i lochi onde essi reflessi razzi luminosi derivano". Ritengo che i riflessi luminosi siano stati graficamente espressi in quello che ritengo il primo disegno di Leonardo da Vinci dove si può osservare un accenno alla prospettiva aerea. Si tratta del paesaggio con fiume ed è datato 5 agosto 1473. Se osserviamo gli alberi sulla destra questi sono disegnati con tratti di penna concentrici, che fanno pensare alle vibrazioni cromatiche che si percepiscono quando si osserva un oggetto molto lontano.

 


Dal punto di vista storico le prime opere pittoriche con prospettiva aerea sono tutte di Leonardo e sono:  "La vergine delle rocce" (1486 - prima versione), "la Gioconda" (1503-1514) e "La Vergine con Sant'Anna e il Bambino con l'agnellino." (1510-1513).


 

 

Vedi anche:

- Che cos'è l'arte? 

L'arte è espressione 

- C'è una favola dietro ai quadri di Carlo Govoni 

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Prospettiva aerea

"D'un medesimo colore posto in varie distanze ed eguali altezze, tale sarà la proprorzione del suo rischiaramento quale sarà quella delle distanze che ciascuno di essi colori ha dall'occhio che li vede." Leonardo da Vinci (1452 - 1519)
Questa è la prima regola della prospettiva aerea.

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