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Rassegna di pittori italiani

Solo quadri di artisti che utilizzano un linguaggio pittorico chiaro e aderente alla realtà.  Immagini, ma anche conversazioni e saggi su tecnica e interpretazione della pittura e della storia dell'arte.

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Piero della Francesca è uno degli artisti di maggior rilievo del Rinascimento italiano, sviluppò assieme ad altri la prospettiva lineare. Uomo di elevata cultura è stato un pittore, un abile disegnatore e un matematico. La sua personalità è talmente importante che qualsiasi definizione gli sta stretta. Egli è stato un profondo studioso della prospettiva seguendo gli insegnamenti di Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti. Si è ispirato a Masaccio e al Beato Angelico. Inoltre ha studiato le precise descrizioni della realtà eseguite dai pittori fiamminghi. Con Piero della Francesca siamo di fronte ad un personaggio che unisce in sè tutte le più importanti tendenze pittoriche del quindicesimo secolo.

Molto importante è il quadro che dipinse a Perugia nel 1467 per il convento di Sant'Antonio. L'impostazione dello spazio che aveva a disposizione era tipica del tardogotico, ma il risultato finale è un'opera rinascimentale pura. Importante è lo sfondo. Rappresenta un porticato in prospettiva centrale. Il punto di fuga coincide col centro del quadro. E' il primo quadro importante realizzato in prospettiva centrale col pieno rispetto di queste regole.

Piero della Francesca è lo pseudonimo di Piero di Benedetto de'Franceschi e nacque a Borgo San Sepolcro (prov. Arezzo) presumibilmente tra il 1416 e il 1417. Fece i primi lavori come pittore nella sua città natale a partire dal 1430 circa. Purtroppo molte notizie sul giovane Piero della Francesca sono imprecise. Il vero balzo in avanti lo fece circa nel 1435 quando a Firenze è tra gli aiutanti di Domenico Veneziano nella realizzazione degli affreschi del ciclo "Storie della Vergine" nella chiesa di Sant'Egidio.
La prima opera importante attribuita a Piero della Francesca è il "Battesimo di Cristo" conservato alla National Gallery di Londra. Si pensa che il quadro sia stato eseguito nel 1445; l'attribuzione è stata fatta dallo storico dell'Arte Roberto Longhi.

Piero viaggiò molto, si recò a Urbino, Ferrara, Bologna e Ancona, realizzando affreschi. 

Nel 1451 si recò a Rimini ed affrescò la cappella per Sigismondo Pandolfo Malatesta nel tempio Malatestiano. In questo soggiorno ebbe contatti con Leon Battista Alberti. 

Dal 1452 al 1458 lavorò ad Arezzo dove sostituì Bicci di Lorenzo (circa 1368 - 1452) negli affreschi del ciclo "Storie della vera Croce" nella chiesa di San Francesco.

Piero della Francesca è autore di diversi trattati ma uno "De Prospectiva Pingendi" per chi studia storia dell'arte è superiore agli altri.

Soggiornò a Roma nel 1458-1459.

Opera molto importante è la "Pala Montefeltro" o "Pala di Brera" eseguita attorno al 1472. E' un'opera di grandi dimensioni con uno sfondo architettonico in prospettiva centrale.

Nel 1482 si stabilì di nuovo a Rimini ove scrisse il Libellus "De quinque corporibus regularibus". E' questo un trattato sulla geometria euclidea. L'opera tratta dei cinque solidi geometrici regolari iscrivibili in una sfera, cioè il tetraedro, il cubo, l'ottaedro, il dodecaedro e l'icosaedro. Terminò questo lavoro nel 1485 e lo dedicò a Guidobaldo da Montefeltro. Su questi solidi si era espresso anche Platone, che però ne aveva analizzato gli aspetti filosofici e simbolici. Piero analizza le caratteristiche matematiche e geometriche di questi solidi; si evidenzia pertanto uno studio finalizzato a trarre considerazioni utilizzabili nel disegno e nella pittura.

Ritornò a Sansepolcro ove morì il 12 ottobre del 1492.

 

 A Forlì, musei San Domenico, è in corso fino al 26 giugno 2016 la mostra dal titolo PIERO DELLA FRANCESCA INDAGINE SU UN MITO.

 

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