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Rassegna di pittori italiani

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L'impressionismo è il primo movimento pittorico che si sviluppa per contestazione ai movimenti precedenti, in particolare per questi pittori tutto è colore e luce. E' convinzione comune che l'inzio dell'impressionismo coincida con l'inizio dell'arte moderna. E' ormai consolidato ritenere che il quadro dipinto da Claude Monet nel 1872 dal titolo "Impression, soleil levant" (Impressioni del sole che sorge). sia il primo quadro impressionista della storia. 

Che cosa cambia nella pittura dell'ottocento con l'avvento dell'impressionismo?

L'impressionismo è un movimento di opposizione e non di continuità coi i movimenti precedenti. L'impressionismo è soprattutto una contestazione globale al disegno. I pittori impressionisti negano l'esistenza delle linee nella realtà e limitano il disegno a pochi tratti, semplicemente a scopo compositivo. Il dettaglio del tratto a matita e la definizione grafica di una forma cessa di esistere.

Un esempio per spiegare il pensiero degli impressionisti. Imaginiamo di essere dei pittori che vogliono riprodurre una ciotola di ceramica. La prima fase sarà quella di disegnarla. Col disegno eseguiremo linee curve e linee rette per definirne la forma e il profilo. Nella realtà queste linee non esistono, sono solo una nostra invenzione che ci permette di schematizzare l'oggetto. Per il pittore impressionista il disegno diventa superfluo, sarà solo un abbozzo per deinire la posizione sulla tela (composizione). Mentre la rappresentazione della ciotola sarà solo la rappresentazione del suo colore. Il colore non sarà uniforme, ma varierà in relazione alla luce ricevuta. Sappiamo che proprio nella seconda metà dell'ottocento vi fu la diffusione della fotografia e un progresso nelle conoscenze del rapporto luce/colore. Ritengo che il primo punto fondamentale che caratterizza la pittura impressionista si possa così sintetizzare: la realtà è solo colore e luce, il disegno non esiste.

Altro aspetto importante è il rapporto luce e colore. Ritorno all'esempio della ciotola in ceramica, e immaginiamo che questa sia di un colore uniforme, es. azzurra. Se osserveremo bene la tonalità azzurra la noteremo solo per circa la metà della sua superficie. Ci sarà una parte in luce dove l'azzurro sarà talmente chiaro da diventare bianco e ci sarà una parte in ombra. La parte in ombra (ombra propria) avrà un colore azzurro progressivamente più scuro, non sarà mai nera. Altro punto caratteristico della pittura impressionista è che nel passaggio da parte in luce a parte in ombra un oggetto mantiene il suo colore, questo diventa più scuro, ma non è mai nero. Da qui ricaviamo un altro principio della pittura impressionista: il nero non esiste.

Se vogliamo chiarire meglio quest'ultima affermazione alla luce della fisica del colore dobbiamo prendere atto che gli impressionisti hanno ragione. Che cos'è il colore? Il colore è costituito da radiazioni luminose con determinate lunghezze d'onda (teoria del fotone). Se io riduco la luminosità arriva che vedo tutto grigio scurissimo e non distinguo più i colori. Se io mi trovo in una stanza dove c'è buio assoluto (cioè assenza di luce) non vedo nulla, è tutto nero. Il nero è quindi l'assenza di luce, ma in assenza di luce non vedo e tanto meno posso rappresentare la realtà. E' quindi logico dire che se voglio raffigurare la realtà in un quadro devo avere un minimo di luce e se c'è luce non può esserci il nero.

I pittori impressionisti sono stati degli osservatori acuti della realtà. Immaginiamo ora di mettere la ciotola azzura su un tavolo dove c'è una tovaglia bianca. Avremo due ombre: ombra propria (azzurra) e ombra portata (grigia). L'ombra portata sarà grigia perchè abbiamo usato una tovaglia bianca. Immaginiamo ora di porre la ciotola azzurra su una tovaglia rossa. Il colore dell'ombra portata cambia. Gli impressionisti avevano capito perfettamente che l'ombra sarebbe stata rosso scuro o marrone. Quindi l'altro passo importante è che le ombre, sia proprie che portate, mantengono nell'ambito dei colori scuri il colore proprio dell'oggetto. Nell'esempio la stessa ciotola se messa su una tovaglia bianca proietterà un'ombra portata grigia, se la tovaglia sarà rossa l'ombra portata sarà marrone.

Gli impressionisti hanno studiato il colore e la luce in modo molto profondo ed hanno analizzato anche la riflessione della luce. Ritorniamo all'esempio della ciotola azzurra sulla tovaglia bianca. Andiamo a vedere il colore della tovaglia. Ad una visione superficiale diremo che è bianca, ma se la osserveremo molto bene noteremo che vicino alla ciotola ci saranno sfumati riflessi azzurri. Se andremo a vedere la parte in ombra, anche questa non sarà grigia, ma avrà una lieve tendenza al grigio azzurro. 

Ora mettiamo la ciotola su una tovaglia rossa, anche qui vedremo che nella parte in ombra ci sarà un'ombra portata che non sarà proprio marrone, ma avrà una tendenza al violetto. La tovaglia, nella parte in luce vicino alla ciotola, presenterà sfumati riflessi violetti. Riflessi violetti li osserveremo anche sulla ciotola. 

Che cosa hanno capito gli impressionisti? Hanno compreso perfettamente il concetto che il colore è luce e come tale si riflette e pertanto i vari colori si influenzano vicendevolmente. Desidero precisare che secondo la teoria del fotone il bianco è un colore che riflette tutti i fotoni che riceve, mentre il rosso (per esempio) assorbe tutti i fotoni e riflette (respinge) i fotoni con la lunghezza d'onda del rosso e sono solo questi che raggiungono la nostra retina, pertanto noi vediamo rossi quegli oggetti che riflettono luce con la lunghezza d'onda del rosso. La riflessione della luce avviene verso il nostro occhio ma anche nell'ambiente in cui si trova l'oggetto. 

Gli impressionisti hanno compreso le differenze tra colori primari (rosso, giallo e blu) e dei colori secondari (arancione, verde e violetto). In molti quadri li hanno accostati e li hanno lasciati puri, in modo da esaltarne la percezione visiva. Da qui quadri ricchi di colore che si contrappongono a molti quadri della fine del settecento e della prima metà dell'ottocento dove il colore era utilizzato in modo graduale e spesso l'utilizzo eccessivo di toni cupi (marrone e nero) rendevano le opere scarsamente luminose.

Vediamo ora quali sono le principali caratteristiche della pittura impressionista.

- La realtà è solo luce e colore.

- Il colore è luce.

- Il disegno e le linee non esistono.

- Il colore nero non esiste.

- L'ombra propria di un oggetto mantiene il colore dell'oggetto, è semplicemente più scuro.

- L'ombra portata di un oggetto mantiene il colore della superficie sulla quale si proietta, è semplicemente più scura, ma non è mai nera.

- Il colore è luce e pertanto oggetti con colori deversi riflettono luce colorata. Questo lo si osserva anche nelle ombre sia proprie che portate.

- I colori fondamentali sono i tre colori primari e i tre colori che ne derivano. Dalla loro contrapposizione si esalta la loro percezione visiva.

- L'impressionismo trae le sue origini dalla pittura realista dell'ottocento e la rivoluziona attraverso considerazioni sui concetti di disegno, luce e colore, per arrivare ad una pittura di reazione alla pittura realista. In questo senso l'impressionismo è il primo movimento pittorico che si sviluppa per contrapposizione (o contestazione) ai movimenti pittorici precedenti.

 

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