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Rassegna di pittori italiani

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Mercoledì 18 marzo 2015 nella rubrica EVENTI D'ARTE di PRIMA PAGINA REGGIO è stato pubblicato un articolo sul giovane pittore reggiano Daniele Bonacini scritto da Carlo Govoni.

 

PRIMA-PAGINA-18-03-15

 

Illusione, magia e realismo sociale nelle opere di Daniele Bonacini

Si vive in un mondo dove molti concetti vengono stravolti. Nel campo dell’arte frequentare una scuola di disegno o di pittura, secondo alcuni critici, non è motivo di vanto. Questi pensano che gli allievi siano solo seguaci del maestro ed abbiano rinunciato a sviluppare la loro personalità. E’ un concetto che trova anche solide basi filosofiche nei discorsi di Etienne de La Boétie sulla schiavitù volontaria. Esistono certamente uomini che percorrono solo sentieri già tracciati, ma questo non vale per tutti. Sono sempre stato dell’opinione che frequentare una scuola artistica sia importante. Per esempio sono sicuro che il giovane Leonardo quando mosse i suoi primi passi nella bottega di Andrea del Verrocchio apprese e si adattò alla tecnica di quest’ultimo. Ma col passare degli anni ciascuno seguì strade diverse. Tutti sappiamo che Leonardo alla fine del XV° secolo fu l’artefice della più importante rivoluzione pittorica recente introducendo la prospettiva aerea. Quindi le idee e gli studi del pittore vinciano andarono ben oltre quelli che furono gli insegnamenti che ricevette durante l’apprendistato nella bottega di Verrocchio. Questo esempio si è ripetuto milioni di volte e costituisce la normale evoluzione dell’arte. Un allievo apprende le tecniche del maestro, legge i contenuti, poi li rielabora creando qualcosa di nuovo. Non necessariamente l’allievo supera il maestro, ma sempre continua il discorso pittorico. Come spesso accade nei processi di evoluzione umana ci sono le eccezioni, sono coloro che senza una scuola hanno iniziato a dipingere. Ritengo che questi pittori degni di autentico interesse siano molti pochi; pertanto rivolgo la mia attenzione soprattutto a coloro che hanno frequentato le scuole d’arte.

La ricerca artistica più importante nasce e si sviluppa nelle accademie e il pittore che oggi presento proviene dall’Accademia bolognese.

Daniele Bonacini non è molto conosciuto tra i pittori reggiani, ma lo propongo al pubblico perché sono convinto che presto si conquisterà un suo spazio.
Il concetto fondamentale a cui s’ispirano le opere di questo promettente artista è l’illustrazione. Egli trasforma una frase, una pagina o un intero libro in un quadro.
Sul piano tecnico Daniele nasce come disegnatore e questo lo contraddistingue da molti pittori contemporanei che non disegnano più. Il disegno è come il progetto di un’opera d’arte. Il pittore che disegna a china o a matita vede già l’opera completa con i contrasti di luce ed i colori. In un attimo si possono fare decine di disegni, si possono apportare rapide modifiche e si arriva a scegliere quello che diventerà il futuro quadro. Chi esegue numerosi disegni preparatori compie una importante selezione e arriva a realizzare opere di cui è fortemente convinto della loro validità artistica.

La narrativa fantastica è fra le maggiori fonti d’ispirazione per il giovane pittore reggiano. Il popolo dell’autunno di Ray Bradbury, i racconti di H.P. Lovecraft e la leggenda del Santo bevitore di Joseph Roth sono tra i suoi argomenti preferiti. L’illusione, la magia e tutto ciò che è insolito hanno attratto l’attenzione di Bradbury ed oggi sono lo stimolo più importante per i disegni e i quadri di Daniele.

Un altro argomento trattato sono gli uccelli rapaci. E’ sempre l’analisi della realtà in cui viviamo che induce Bonacini a riflettere sui comportamenti degli animali che non si discostano molto dai comportamenti di alcuni uomini. Egli si richiama alla vita di ogni giorno dove molti rapaci sono in attesa di entrare in azione.

La continua rincorsa della ricchezza porta un élite di uomini a diventare potenti. Nel quadro acrilico “il Cavaliere della carestia” il potente assume dimensioni fisiche importanti, è in sella ad un cavallo grasso e valuta con un’assurda bilancia lo scambio tra cibo e denaro. Chi è potente è un gigante che domina milioni di uomini ridotti alle dimensioni di insetti, senza alternative. Questo è il dramma del nostro tempo.
[Il quadro è presente nella pagina dedicata a Daniele Bonacini]

I risvolti sociali sono fondamentali nei disegni e nei quadri di questo pittore. Interessante è la storia di Andreas Kartak, il protagonista del romanzo di Roth. Qui si narra di un uomo dove periodi di disperazione si alternano a momenti particolarmente fortunati. Daniele esegue opere che si devono leggere nell’attuale contesto sociale. Sappiamo tutti che la società in cui viviamo è una collettività dove gli stimoli al possesso e le sollecitazioni verso un’apparente felicità che si può acquistare col denaro sono innumerevoli. Chi non possiede capitali non conta nulla è il dogma del nostro tempo. La maggioranza dei pittori figurativi interpreta questo dogma proponendo divi, personaggi famosi o comunque persone benestanti. Nulla di tutto questo appare nelle opere di Daniele. Egli sottopone alla nostra attenzione gli ultimi della società. Il disegno esposto nella parete di fondo della galleria, dedicato al Santo bevitore ne è una testimonianza. I quadri di questo artista esprimono una contestazione del nostro modo di vivere che giudico particolarmente nobile. Si tratta di una opposizione pittorica che non è fatta di macchie o tagli sulla tela, ma è una costante ricerca letteraria che viene tradotta in opere d’arte.
Osservando questi quadri ben esposti sulle pareti dell’Arcoiris Gallery i miei ricordi vanno alle liriche di Fabrizio De Andrè, argomenti diversi uniti un solido filo conduttore: “Sempre in direzione ostinata e contraria.”
Siamo quindi di fronte ad un autentico discorso pittorico che sicuramente sarà compreso, apprezzato e continuerà nel futuro. 

Carlo Govoni

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 Esposizione di quadri di Daniele Bonacini - Arcoiris Gallery - Reggio Emilia

Arte e Salute

Arte e Salute è una rubrica a cura di Carlo Govoni sulla rivista DIAGNOSI E TERAPIA. La rivista è in distribuzione gratuita nelle farmacie. Potrete anche trovarla al sito http://www.det.it/

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Un articolo sulla "fruttiera di persici" di Ambrogio Figino, è presente sul numero 9 del 20 novembre 2016 a pagina 11

Figino Ambrogio fruttiera persici

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Prospettiva aerea

"D'un medesimo colore posto in varie distanze ed eguali altezze, tale sarà la proprorzione del suo rischiaramento quale sarà quella delle distanze che ciascuno di essi colori ha dall'occhio che li vede." Leonardo da Vinci (1452 - 1519)
Questa è la prima regola della prospettiva aerea.

Meglio è la piccola certezza che la gran bugia.  Leonardo da Vinci (1452 - 1519)

L'essere umano ha poche certezze: questa è la vita. Tra coloro che si qualificano esperti d'arte ci sono grandi bugiardi che sostengono l'astrattismo, la street art e tutte le innumerevoli degenerazioni che da un centinaio d'anni si susseguono senza fine. In questo sito si vuole stare dalla parte delle piccole certezze.

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