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Rassegna di pittori italiani

Solo quadri di artisti che utilizzano un linguaggio pittorico chiaro e aderente alla realtà.  Immagini, ma anche conversazioni e saggi su tecnica e interpretazione della pittura e della storia dell'arte.

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Alessio Pauciollo De Marchis è un pittore paesaggista che ha sviluppato la grande tradizione del paesaggio romano classico del seicento. Sappiamo che è nato a Napoli nel 1675. Alcuni storici dell'arte ritengono che la sua pittura sia stata influenzata da Salvator Rosa, ma questo è inverosimile. De Marchis con la famiglia nel 1683 si trasferì a Roma e dopo iniziò a frequentare lo studio di Pieter Philip Roos detto Rosa da Tivoli. Il suo maestro lo avviò inevitabilmente alla pittura di paesaggio.
E' certo che abitando a Roma vide le opere di Gaspard Dughet (1615 – 1675) e ne restò influenzato.
Abbiamo poche notizie sui primi anni di attività di Alessio De Marchis, sappiamo che dipinse quadri di paesaggio, soprattutto di piccole e medie dimensioni. Questi quadri trovarono la loro collocazione in molte abitazioni private romane. Nei suoi paesaggi sono spesso raffigurate rovine, castelli e soprattutto figure. Interessante è anche la tecnica adottata per raffigurare piante e montagne. Marina Minozzi ha scritto: "Caratteristica del pittore è la tessitura cromatica a tocchi minuti e rapidi che conferiscono un effetto vibrante all'organizzazione delle masse rocciose."

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La produzione artistica di Alessio de Marchis subì una interruzione forzata in quanto venne rinchiuso in carcere. Non sono note le motivazioni della condanna. Il Lanzi (1796) sostenne che venne imprigionato per aver dato fuoco ad un fienile per poter dipingere con maggiore realismo un incendio. La motivazione non appare credibile.

Il quadro qui riportato è di estremo interesse. Innanzitutto si tratta di un quadro tipico di questo pittore sia per dimensioni, che per tecnica e per soggetto. Siamo nella campagna laziale e possiamo vedere come il De Marchis sia un profondo conoscitore della prospettiva aerea. La prospettiva aerea è uno dei problemi tecnici pittorici più interessanti. Sappiamo che è stata scoperta da Leonardo da Vinci e le sue prime applicazioni si vedono nello sfondo della Gioconda e della Vergine delle Rocce. Questa forma di prospettiva è stata sostenuta dai seguaci di Leonardo, ma sul finire del cinquecento e nel seicento viene poco utilizzata. Nel settecento ci sono nuovi stimoli per la pittura di paesaggio e di veduta. De Marchis è proprio tra coloro che propongono all'attenzione del pubblico questi quadri. Si tratta di quadri meravigliosi. Vere opere d'arte che evidenziano l'importanza di questo autore.

Biografia di Alessio Pauciollo De Marchis

Alessio è nato a Napoli nel 1675. Ci sono alcuni critici che ritengono che sia nato nel 1684, ma questa interpretazione è tratta da una biografia scritta da Nicola Pio nel 1724 e non la considero corretta. Il suo cognome naturale è Pauciollo, però assunse in vita il cognome De Marchis dal secondo marito della madre: Tomaso De Marchis.
Molte notizie su questo artista sono state acquisite in tempi relativamente recenti e sono state tratte da un "memoriale" scritto e presentato da Alessio De Marchis al Sant'Uffizio per dimostrare di essere di stato libero e quindi ottenere l'autorizzazione al matrimonio ad Urbino. La prima biografia su questo pittore venne redatta da Nicola Pio nel 1724 e il "memmoriale" integra molte notizie già riportate, però non coincide la data di nascita. Restano comunque molti aspetti non ancora chiariti della vita di questo artista. 

Nel 1683 madre e figlio si trasferirono a Roma e vissero in quella città per dieci anni. Qui frequentò la bottega di Pieter Philip Roos detto Rosa da Tivoli (Sankt Goar, 30 agosto 1957 - Roma, 17 gennaio 1706) ove apprese le tecniche della pittura di paesaggio. Negli anni successivi si spostò a Venezia, Ragusa (attuale Dubrovnik), Lubiana e Gorizia. Nel 1693 rientrò a Roma e si fermò per tre anni. Intraprese un nuovo viaggio che lo portò a Napoli, Malta e Cagliari. Rientrò nuovamente a Roma ove sviluppò ulteriormente la sua attività artistica. Molto importante fu l'accusa di 'incendiario' che nel 1721 lo portò all'arresto e alla reclusione nel carcere di Civitavecchia, durata cinque anni. Dopo venne trasferito nel carcere di Castel Sant'Angelo a Roma fino al 5 maggio 1728. La sua scarcerazione avvenne per l'intercessione del cardinale Annibale Albani. Il cardinale Albani nacque ad Urbino il 15 agosto del 1682 e divenne cardinale nel Concistoro del 27 dicembre 1711. Alessio De Marchis sotto la protezione del cardinale Albani andò a vivere ad Urbino. In quella città eseguì diverse decorazioni per palazo Albani. Sempre ad Urbino si dedicò alla pittura ad afresco su commissione per alcune nobili famiglie e avviò una attività di bottega, aiutato dal figlio Eugenio e dal pittore Domenico Anderlini. Di Domenico Anderlini abbiamo poche notizie, sappiamo che è un pittore del settecento e fu attivo soprattutto a Pesaro. E' quindi possibile che abbia trascorso parte della sua vita ad Urbino nella bottega del De Marchis. 
Alessio De Marchis abbandonerà definitivamente Urbino nel 1739 per trasferirsi a Perugia. Qui ebbe commissioni importanti come gli affreschi della cappella del collegio Gregoriano (1739) e dell'appartamento nobile del palazo dei Priori (circa 1748).
Morì a Perugia nel 1752. 

  

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