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Questo articolo è stato scritto nel ricordo del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci ed è stato pubblicato sulla rivista Diagnosi & Terapia nella rubrica "Arte & Salute" a cura di Carlo Govoni . Vedi w w w. det. it   n. 4 anno 2019.

 

leonardo da vinci autoritratto torino libreria reale 1510 1515

Leonardo da Vinci: autoritratto. Sanguigna su carta. 
Biblioteca Reale, Torino

 

Il 2 maggio 1519 moriva a soli 67 anni ad Ambois in Francia l’uomo più eclettico e geniale di tutti i tempi: Leonardo da Vinci. Ho voluto ricordare questo grande artista perché è doveroso, in una rubrica che parla di due argomenti come l’arte e la salute, non ricordare un artista che ha impresso una svolta epocale nella pittura ed è stato anche un grande fisico, anatomico e scienziato. La grandezza di Leonardo la vedo soprattutto negli studi fatti sulle caratteristiche del volo umano. Egli ha compreso perfettamente che sull’aria ci si poteva appoggiare. Questa scoperta non è riuscito a concretizzarla col volo a motore, ma l’ha tradotta in pittura realizzando per primo quadri in prospettiva aerea. In più di una occasione ho espresso la mia profonda ammirazione per il genio toscano, capace di esprimere la profondità di campo dei suoi paesaggi utilizzando solo il colore.

Oggi non voglio scrivere su ciò che ha fatto, ma vorrei soffermarmi sulla persona di Leonardo. Presento il suo autoritratto, un disegno a sanguigna conservato a Torino e molto conosciuto. Quello che colpisce è l’aspetto fisico, chiunque vede quest’opera la definisce come il ritratto di un vecchio. Leonardo ha fatto il disegno quando aveva tra 60 e 63 anni e la persona che vediamo ci sembra un ottantenne. Non credo che il grande genio si sia ritratto con sembianze fisiche invecchiate. Lui era così. In questi cinquecento anni si è modificata la vita umana, è cambiato l’uomo ed è anche cambiato il modo di invecchiare. Nell’autoritratto vediamo rughe frontali, palpebre inferiori molto lasse, solchi naso genieni scavati che in un sessantenne di oggi non vediamo mai.

Sono passati cinquecento anni e mi chiedo perché la fisicità è cambiata? Uno dei primi argomenti che viene alla mente è l’alimentazione. Oggi siamo molto condizionati dalle diete. Sicuramente la conservazione dei cibi nel rinascimento non sarà stata ottimale ed anche la loro preparazione. Forse avrà mangiato grassi in eccesso, però non era obeso. La dieta è importante, ma non penso che sia questa la chiave che ci apre le porte del benessere. Quello che ritengo determinante sono lo stile di vita e le migliorate conoscenze scientifiche. Oggi, anche se facciamo lunghi spostamenti, viviamo in ambienti con temperatura costante. Molti combattono la sedentarietà con un equilibrio motorio che ritengo impensabile cinquecento anni fa. I nostri sforzi fisici raramente sono eccessivi.

Altro aspetto rilevante sono i progressi della scienza medica. Conosciamo molto bene la biochimica e la farmacologia, così possiamo affrontare molte malattie. Abbiamo acquisito delle capacità diagnostiche del tutto impensabili rispetto a quelle di cinquecento anni fa. Ricordiamo soprattutto le malattie infettive che sicuramente nel XVI° secolo avranno condotto a morte o semplicemente indebolito molti uomini.

Non conosciamo la causa di morte del genio toscano, l’unico dato abbastanza sicuro è che poco prima di morire rimase paralizzato alla mano destra. Sappiamo anche che redasse il testamento davanti al notaio il 23 aprile 1519, questo fa capire che ebbe dei segni premonitori. Queste circostanze mi fanno pensare a turbe di carattere vascolare.

Ho scritto questa pagina per ricordare un uomo che si è elevato sopra tutti gli altri e per invitare i lettori ad ammirare il suo autoritratto quando aveva poco più di sessanta anni. Cinque secoli sono molti, ma non moltissimi se li confrontiamo con i cinquecento o i mille anni precedenti. Il processo d’invecchiamento dell’essere umano si sta modificando. La vera certezza è che nella vita degli uomini c’è un miglioramento continuo. Stiamo vivendo uno dei momenti evolutivi più importanti della storia e vorrei che questo disegno eseguito più di 500 anni fa sia la testimonianza dell’evoluzione della vita.

Prof. Carlo Govoni  - storico dell’Arte  -  cell. 3358040811

http://www.quadriitaliani.it/argomenti/regole-rappresentazione-pittura/232-prospettiva-aerea

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Prospettiva aerea

"D'un medesimo colore posto in varie distanze ed eguali altezze, tale sarà la proprorzione del suo rischiaramento quale sarà quella delle distanze che ciascuno di essi colori ha dall'occhio che li vede." Leonardo da Vinci (1452 - 1519)
Questa è la prima regola della prospettiva aerea.

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